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7 Dic

Lo spirito delle cose

Lo spirito delle cose - tsukumogami

Tsukumogami, lo spirito delle cose.

A quanti oggetti, spesso di poco conto, ci capita di dare un valore affettivo. Sono importanti perché rievocano persone, luoghi, sentimenti e sensazioni, o altri scenari e momenti felici. Secondo la cultura popolare giapponese, le cose hanno un’anima e quando compiono 100 anni di utilità, diventano spiriti. Le sembianze dello spirito dipendono dal tipo di oggetto da cui deriva, dall’uso che ne è stato fatto e dalle sue condizioni. Se considerato inutile e per questo gettato via, oppure trattato male o rotto, diventerà un terrificante e mostruoso spirito maligno in cerca di vendetta, in caso contrario, sarà benevolo, positivo e del tutto innocuo.

Riti kuyou.

Gli antichi riti kuyou sono dei funerali, celebrati per rendere degna sepoltura agli oggetti in disuso o obsoleti, in modo da evitare che, questi poi, si trasformino in orribili e rancorosi spiriti. Famoso è il funerale delle bambole, che si svolge ad ottobre in diversi templi e santuari giapponesi. Durante la cerimonia si rende l’estremo saluto alle care e preziose bambole, un tempo amate compagne di gioco, ma ormai non più tali perché rotte o vecchie. Si prega per loro, ringraziandole di cuore, per il compito svolto, poi vengono bruciate e affidate alla benevolenza di Kannon, bodhisattva della compassione. L’8 febbraio avviene il celebre rito funebre dedicato agli aghi da cucito rotti. In quest’occasione le sarte giapponesi si riposano dai lavori quotidiani di cucito, e ne approfittano per mostrare la loro gratitudine e rispetto ai vecchi aghi rotti e ossidati, mettendoli in torte di tofu o konnyaku.

Cristina Gragnaniello
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