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25 Mag

Il cappello è chic

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Non è solo l’abito a fare l’outfit perfetto. Sono anche e soprattutto gli accessori : gioielli, borse, scarpe e cappelli.

Il cappello è un must con il quale ci si può sbizzarrire e giocare senza freni. Per le amanti del copricapo questa primavera – estate propone svariati modelli sia classici che non. L’intramontabile Borsalino è il cappello dei registi, attori, compositori, scrittori e politici. Compare in film leggendari come Casablanca e lo troviamo anche indossato da un giovane Al Pacino in Il Padrino. Oggi lo indossano anche le donne che vogliono così avere un tocco tradizionale ma al tempo stesso ultra-moderno. Di solito è realizzato in feltro, con falde larghe e nastro alto, in tinta unica o in colori contrastanti.

Il cappello in paglia è tipico dell’estate.

Sinonimo di spiaggia, mare e sole. Perfetto anche per la città, di diverse dimensioni e colori. Il basco è invece il copricapo di pittori e intellettuali. Versatile, chic, raffinato e anche molto sexi. Può essere di feltro, di pelle, di panno, di lana e realizzato all’uncinetto. È possibile indossarlo in vari modi, leggermente inclinato alla francese o all’indietro a coprire la nuca, lasciando liberi i capelli sulla fronte e ai lati, permettendo così ad ogni donna di creare un proprio stile.
Se non piace il cappello e nello stesso tempo si vuole seguire la moda, il foulard può essere la giusta soluzione.

In seta o in cotone.

In seta o in cotone, con stampe floreali, a tinta unita o non. Anche qui ci si può divertire a scegliere come portarlo, se a diva facendo passare i lembi del foulard da una parte all’altra del collo, oppure, se si vuole essere più original e casual, con un piccolo nodo sotto al collo, a mo’ di contadina. Mentre per uno stile etnico ed originale si può optare per un turbante, che può essere in semplice cotone o in seta per essere più chic. Facili da realizzare con un foulard oppure già pronti da indossare come una cuffia anni Venti. Ed è bello anche per le sera nelle tinte più scure con riflessi metallici come l’argento o il bronzo.

Cristina Gragnaniello
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